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Un jour, une chanson

La rubrica estiva "un jour, un mot" lascia spazio a quella natalizia

"Un jour, une chanson" 

Non sarà un appuntamento quotidiano come per l'estate ma, vista la mia nota adorazione per le corali, ci terremo di tanto in tanto compagnia con canti tradizionali del Natale francese e con qualche testo che ci richiami a quei valori di fratellanza e universalità di cui abbiamo tanto bisogno! Buon ascolto!

Cominciamo con un canto tratto dal film "Les choristes", che celebra l'attesa di una notte speciale: "Oh notte, vieni a portare alla terra, il sereno incanto del tuo mistero"

Oh nuit viens apporter à la terre
Le calme enchantement de ton mystère
L'ombre qui t'escorte est si douce
Si doux est le concert de tes voix chantant l'espérance
Si grand est ton pouvoir transformant tout en rêve heureux
 
Oh nuit, oh laisse encore à la terre
Le calme enchantement de ton mystère
L'ombre qui t'escorte est si douce
Est-il une beauté aussi belle que le rêve
Est-il de vérité plus douce que l'espérance

"Io so che domani, una stella, in cielo, guiderà il mio cammino. Io so che domani, in cielo, una fiamma tornerà a dare vita alle nostre anime in un mondo illuminato d'amore!"

Tant qu'il y aura Noël / Je gard'rai l'espoir / C'est le plus beau cadeau / Que l'on puisse recevoir / Tant qu'il y aura Noël / Je sais que demain / Une étoile dans le ciel / Guidera mon chemin /Tant qu'il y aura Noël / Je sais que demain / Dans le ciel, une flamme / Reviendra ranimer nos âmes / Dans un monde illuminé d'Amour.

Finalmente l'attesa della notte santa si compie!

La aspetto così, cominciando a far risuonare il canto che più mi emoziona, mi dà i brividi e mi commuove fino alle lacrime.

E per celebrare l'universalità del messaggio di gioia di questa notte, ascolteremo anche la celebre versione inglese... perché le corali anglosassoni sono proprio insuperabili!

Joyeux Noël mes chers élèves! 

“Les anges dans nos campagnes” è un canto di Natale tradizionale francese, di autore ignoto, che fu composto nel XVII secolo.

Questo canto si ispira ad antichi inni e cantici del Medioevo che celebravano la nascita di Gesù e rappresenta il coro gioioso che gli angeli, assieme ai pastori, intonano per celebrare l'evento.

"Bergers, pour qui cette fête?
Quel est l'objet de tous ces chants?"

Stille Nacht è uno fra i più celebri canti di Natale al mondo, di origine austriaca, tradotto in più di 300 lingue. In italiano la canzone è nota col titolo di Astro del Ciel, la versione inglese è Silent Night, quella francese Douce nuit.

La prima esecuzione pubblica avvenne nella notte del 24 dicembre 1818 durante la Messa di Natale nella chiesa di San Nicola a Oberndorf, a Salisburgo; il brano venne eseguito dai suoi due autori con Mohr che cantava la parte del tenore ed accompagnava con la chitarra Gruber che intonava la parte del basso.

 

A questo canto si lega un momento della storia particolarmente emozionante: il 24 dicembre 1914, sul fronte belga, alcuni soldati tedeschi accesero delle candele e intonarono Douce nuit. Il canto venne ripreso dai combattenti inglesi, dando vita ad una meravigliosa tregua alla violenza della guerra.

Nel giorno in cui si celebra la straordinaria fede di Santo Stefano, mi piace richiamare l’universalità del messaggio del Natale con questo canto in inglese, ebraico e francese.

"When You Believe" è un brano vincitore dell'Oscar per la migliore canzone del film di animazione "Il principe d'Egitto". È cantato da Whitney Houston e Mariah Carey.

 

Molte notti noi,
pregammo senza chiederci
se in quel buio fosse già la nostra verità.
Paura non avrai la fede sa proteggerci
la speranza può cambiare la nostra realtà...
Vedrai miracoli se crederai...

Questo è il tempo in cui
sperare non è facile
e la gioia che c'è in noi
nel vento vola via...
Ed ora sono qui
il cuore è così fragile
cerco in me la forza che io non ho avuto mai...
Vedrai miracoli se crederai..."

 

« On peut faire des miracles avec la foi / Gardons espoir Il faut y croire / La foi peut faire tomber / Tous les obstacles / La foi fait faire / Tant de miracles / Des miracles / On en fait quand on croit / On en fait quand on croit ».

Ho scelto la versione proposta dal coro "One voice children's choir", che trovo veramente straordinaria per intensità e grazia!

Comincia oggi il mio « bianco Natale » tra le cime innevate delle Dolomiti. Il canto di oggi è dunque «Noël Blanc», la versione francese di White Christmas, una tradizionale canzone natalizia statunitense composta nel 1940 da Irving Berlin e cantata per la prima volta da Bing Crosby.
Nel 2016, Laura Pausini ha interpretato una versione del brano con la collaborazione della Patrick Williams Orchestra, registrata nei Capitol Studios di Los Angeles. 

«Vox Angeli» è un gruppo di sei ragazzi, creato nel 2008 e ispirato ad un gruppo anglosassone: gli «Angelis». Sempre emozionanti le loro interpretazioni di canti liturgici e corali. 

"Trouver dans ma vie ta présence 
Tenir une lampe allumée 
Choisir avec toi la confiance 
Aimer et se savoir aimé
Croiser ton regard dans le doute 
Brûler à l’écho de ta voix 
Rester pour le pain de la route 
Savoir reconnaître ton pas 
Brûler quand le feu devient cendre 
Partir vers celui qui attend 
Choisir de donner sans reprendre 
Fêter le retour d’un enfant 
Ouvrir quand tu frappes à ma porte 
Briser les verrous de la peur 
Savoir tout ce que tu m’apportes 
Rester et devenir meilleur".

Nel giorno che segue la morte di Amos Oz, scrittore israeliano, grande sognatore della pace, un coro di bambini ci regala parole di speranza.

«Un jour viendra peut être 
un jour au goût de miel 
ou l'on verra paraître un oiseau dans le ciel 
au plumes de lumière un oiseau éternel 
colombe pour la terre un oiseau de Noël»

Si avvicina il termine del 2018, è il momento degli auguri per un nuovo anno ricco di “tutta la felicità del mondo”.

Sono i Kids United ad augurare ai bambini del mondo un futuro di gioia, di amicizia e di pace. 

“On vous souhaite tout le bonheur du monde / Pour aujourd'hui comme pour demain / Que votre soleil éclaircisse l'ombre / Qu'il brille d'amour au quotidien“

La Comunità di Taizé, in Francia, è una comunità cristiana monastica ecumenica, fondata nel 1940 da Roger Schutz, meglio conosciuto come frère Roger. La comunità di Taizé riunisce oggi un centinaio di frères di diverse confessioni cristiane, provenienti da più di 25 nazioni. I giovani che la visitano arrivano a essere anche seimila ogni settimana e a rappresentare più di settanta nazioni. Taizé li stimola a essere portatori di pace, di riconciliazione e di fiducia nelle loro città. Dal 1978 la comunità organizza annualmente un incontro europeo chiamato Pellegrinaggio di fiducia sulla Terra in una metropoli europea. Dura cinque giorni e si svolge alla fine di ogni anno, solitamente dal 28 dicembre al 1º gennaio. Vi partecipano decine di migliaia di giovani. Nel 1998 e nel 2005 l’incontro si è svolto a Milano. Ho partecipato personalmente a questi due eventi, collaborando all’accoglienza dei giovani pellegrini ospitati dalle famiglie di Villasanta e ricordo l’intensità di quei giorni di comunione e di condivisione con ragazzi provenienti da ogni parte del mondo. In assoluto una delle esperienze di vita più belle che abbia mai vissuto. Quest’anno l’incontro avrà luogo a Madrid.

Il canto di oggi è dunque scelto tra i canti meditativi di Taizé, che sono caratterizzati dalla ripetizione sovrapposta a più voci di una breve melodia su testi biblici o dei frères tradotti in diverse lingue. Inutile dire che per una prof innamorata delle lingue, questi canti hanno un fascino unico e particolare. Conosco moltissimi canoni, in lingue diverse, ma oggi la scelta del francese era d’obbligo.

 

“Seigneur, tu gardes mon âme.

Oh Dieu, tu connais mon cœur

Conduis-moi sur le chemin d’éternité”

“Bonne et heureuse année”: gli auguri per un nuovo anno di felicità arrivano oggi dal coro “Enfantastiques”! Carissimi auguri a tutti per un 2019 ricco di belle emozioni! 

Come anche Papa Francesco ci ha ricordato ieri in occasione della Giornata Mondiale della Pace, riportando le parole del poeta francese Charles Péguy, "La paix est comme une fleur fragile, qui cherche à s’épanouir au milieu des pierres de la violence". Spetta a noi il compito di tenere accesa ogni speranza di pace, con gesti quotidiani di generosità, di servizio e di perdono. Anche la canzone di oggi ci aiuti a tenere vivo questo desiderio e ad assumerci in prima persona questa responsabilità nel nostro mondo.

"Demain c'est nous, et demain plus de guerre 

Demain partout, les canons  dormiront sous les fleurs 

Un monde joli est un monde  où l'on vit sans peur 

Que la paix soit sur le monde  pour les cent mille ans qui viennent 

Donnez-nous mille colombes  à tous les soleils levant 

Donnez-nous mille colombes  et des millions d'hirondelles 

Faites un jour que tous les hommes redeviennent des enfants"

Sono ancora i bambini del “One Voice Children’s Choir” ad emozionarci con un canto che è un vero e proprio inno alla perseveranza e alla costruzione di un mondo unito.

La versione bilingue “J’imagine, I believe” è stata l’inno ufficiale dei giochi olimpici invernali di Vancouver del 2010. Anche lo sport vero sa essere uno strumento per riconoscersi cittadini dello stesso mondo, chiamati a costruire insieme l’unità, la fratellanza e la pace.

Le immagini della terra riprese dallo spazio sono quelle che più amo! Ci regalano l'idea di un mondo senza confini e di una bellezza così straordinaria da togliere il fiato. 

Mi tornano alla memoria queste parole dell'astronauta italiano Luca Parmitano, nel corso della sua missione sulla ISS: "Le linee di confine non esistono e vi assicuro che io l’ho visto con i miei occhi. Questi confini sono inesistenti. Sono confini che noi abbiamo inventato, che noi abbiamo creato, con la nostra storia e il nostro passato. E io spero che adesso ci sia un momento evolutivo. La storia va in avanti, come un vento. Il nostro presidente della Repubblica ha detto delle parole bellissime: “Esiste il vento della storia e questo è il momento in cui il vento della storia soffia fortissimo e cerca di eliminare questi confini in un processo unico che è quello dell’Europa unita”. 

Allora è bello immaginare, con le parole di questa canzone, un immenso girotondo che abbracci una terra, madre e casa di tutti!

"Les étoiles brillent dans le ciel

Une planète bleue dans l’univers

Des milliards d’années pour être belle

Et semer la vie sans frontière

On se rejoint pour faire la ronde

Ce que l’on veut, c’est pouvoir encore s’aimer"

Oggi in Francia si festeggia la "Fête des rois", si prepara la "galette" e si incorona il re o la regina della famiglia.

Concludiamo il nostro percorso "Un jour, une chanson", con il canto tipico di questa giornata di festa, nella quale si ricorda l'arrivo dei Re Magi alla grotta di Gesù: "La Marche des Rois":

"L'étoile luit et les Rois conduit

Par longs chemins devant une pauvre étable,

L'étoile luit et les Rois conduit

Par longs chemins devant l'humble réduit"

Tag(s) : #Civilisation, #Musique